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	<title>ILTORITTESE.it - fatti, notizie, cronaca, politica e cultura di Toritto (BA)</title>
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		<title>UNA BOMBA UCCIDE DUE GIOVANI STUDENTESSE A BRINDISI. LA CITTA&#8217; SCONVOLTA.</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 10:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Due morti e sei feriti. È il bilancio dell&#8217;esplosione di un ordigno avvenuta davanti all&#8217;istituto femminile Morvillo-Falconeper la moda e il turismo di Brindisi verso le 7.45 di questa mattina.

A esplodere due bombe artigianali, assemblate a partire da tre bombole di gpl, trovate vicino a un cassonetto della raccolta differenziata.
Una studentessa, Melissa Bassi, di 16 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due morti e sei feriti. È il bilancio dell&#8217;esplosione di un <strong>ordigno</strong> avvenuta davanti all&#8217;istituto femminile Morvillo-Falconeper la moda e il turismo di <strong>Brindisi </strong>verso le 7.45 di questa mattina.</p>
<div id="media_1"><img src="http://img1.ilgiornale.it/foto-id=862997-x=665-y=223-r31=1/istituto_morvillo-falcone.jpg" alt="L'istituto Morvillo-Falcone" /></div>
<p>A esplodere due <strong>bombe</strong> artigianali, assemblate a partire da tre bombole di gpl, trovate vicino a un cassonetto della raccolta differenziata.</p>
<p>Una studentessa, <a href="http://www.ilgiornale.it/cronache/melissa_sognava_fare_stilista/attentato_brindisi-esplosione_brindisi-melissa_bassi/19-05-2012/articolo-id=588621-page=0-comments=1" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ilgiornale.it/cronache/melissa_sognava_fare_stilista/attentato_brindisi-esplosione_brindisi-melissa_bassi/19-05-2012/articolo-id=588621-page=0-comments=1?referer=');"><strong>Melissa Bassi</strong></a>, di 16 anni (<a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery/melissa_bassi_muore_nelattentato/id=4017-foto=1-slideshow=0" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ilgiornale.it/fotogallery/melissa_bassi_muore_nelattentato/id=4017-foto=1-slideshow=0?referer=');">foto</a>),  colpita dall&#8217;esplosione,  è deceduta poco dopo. Ad annunciarlo  l&#8217;assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati, poco dopo aver dato il  via alle operazioni di soccorso.</p>
<p>La  seconda ragazza, <strong>Veronica Capodieci</strong>, anche lei di Mesagne, è stata operata in condizioni gravissime, ma è deceduta pochi minuti fa.</p>
<h2>Le indagini: mafia o il gesto di uno squilibrato</h2>
<p>Due le piste più probabili. Da una parte la vicinanza della scuola al  tribunale cittadino, dall&#8217;altra il transito della carovana della  legalità, che doveva passare oggi da Brindisi e la vicinanza della  ricorrenza della strage di Capaci, nella quale morirono il 23 maggio  1992 Giovanni Falcone e Francesca Morvillo &#8211; a cui la scuola è dedicata &#8211;  insieme agli agenti della scorta. La scuola si trova inoltre molto  vicina al tribunale di Brindisi.</p>
<p>Inoltre gli studenti colpiti sarebbero tutti di Mesagne, dove alcuni  giorni orsono il presidente della commissione antiracket Fabio Marini  era rimasto coinvolto in un attentato: la sua auto era saltata in aria.  Non è comunque detto ci sia un collegamento diretto tra i due fatti.  Certo è che nel brindisino negli ultimi giorni si è assistito a una  recrudscenza di fatti criminali, che aveva portato anche a un incontro  con il ministro dell&#8217;Interno Anna Maria Cancellieri.</p>
<p>In un primo momento si pensava le bombe fossero state nascoste  nel cassonetto. Secondo l&#8217;ultima ricostruzione sarebbero invece stata  posate su un muretto vicino al cancello secondario della scuola. Sembra dunque ormai chiaro che l&#8217;obiettivo era proprio l&#8217;istituto. Gli  inquirenti parlano di una &#8220;pista mafiosa&#8221;. Gli ordigni potrebbero essere  stati attivati con un telecomando a distanza. Non è comunque da  escludersi il gesto di un folle e non si sa ancora di preciso che tipo  di innesco sia stato utilizzato.</p>
<p>Sul posto starebbero arrivando anche il governatore della Puglia <strong>Nichi Vendola</strong>, in viaggio da Bari a Brindisi e il ministro dell&#8217;Istruzione Francesco Profumo.</p>
<p><strong>Fonte ANSA, 19 maggio 2012</strong></p>
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		<title>GOVERNO MONTI: LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI CROLLA AL 35%, LA META&#8217; DI NOVEMBRE</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 10:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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 La  luna di miele con il Professore è già finita. Mentre Mario Monti si  prepara a presentare al G8 un&#8217;Italia verso la guarigione e «con le carte  in regola per chiedere la crescita», nei confini nazionali il consenso  per il suo governo crolla ai minimi storici. I dati sono quelli [...]]]></description>
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<p><img title="Il premier Mario Monti" src="http://www.iltempo.it/2012/05/19/1341358/images/65623-mmm.jpg" alt="Il premier Mario Monti" width="160" height="140" /> La  luna di miele con il Professore è già finita. Mentre Mario Monti si  prepara a presentare al G8 un&#8217;Italia verso la guarigione e «con le carte  in regola per chiedere la crescita», nei confini nazionali il consenso  per il suo governo crolla ai minimi storici. I dati sono quelli  dell&#8217;istituto di ricerca Swg e fotografano un Paese che vede sempre meno  in Monti l&#8217;uomo della provvidenza: solo il 35% degli intervistati,  infatti, dichiara di avere ancora fiducia nel Premier. Una perdita di  tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, addirittura un  dimezzamento dei consensi rispetto all&#8217;impressionante 71% di  apprezzamento di cui disponeva il presidente del Consiglio lo scorso 17  novembre, il giorno dopo aver prestato giuramento con la sua squadra dal  Capo dello Stato. Gli italiani non si fidano più di Monti, e il dato è  tanto più significativo se si pensa che persino al momento delle prime  riforme impopolari, a partire da quella delle pensioni, il consenso del  Professore aveva mantenuto dei livelli record. Tra gennaio e marzo,  infatti, la percentuale di chi appoggiava il capo del governo era  stabilmente tra il 57 e il 59% degli intervistati. Merito dello  sbandierato decreto sulle liberalizzazioni, poi in parte svuotato dopo  estenuanti trattative con i partiti, ma merito soprattutto di  un&#8217;economia che sembrava avviarsi verso la ripresa, con gli indici dello  spread che si riavvicinavano ai livelli ante crisi. Il mondo  internazionale appluadiva Monti, <em>Time</em> gli dedicava addirittura la  copertina chiedendosi se fosse proprio lui l&#8217;uomo in grado di salvare  l&#8217;Europa dal declino. Poi sono arrivati altri provvedimenti impopolari,  il pasticcio dell&#8217;Imu (quanto si pagherà? Nessuno ancora sa dirlo) e la  risalita dello spread. «Il problema &#8211; spiega il vicepresidente di Swg,  Maurizio Pessato &#8211; è che non si vede via d&#8217;uscita. L&#8217;immensa attesa  riposta nel governo non è stata soddisfatta. Si teme che anche questo  esecutivo sia destinato al galleggiamento. Ad esempio, quando si parla  di un tema sensibile come la legge elettorale, il fatto che il governo  si dichiari incompetente e demandi tutto al Parlamento finisce col  trasmettere un&#8217;immagine di impotenza». Immagine che non può non  travolgere gli stessi partiti che sostengono Monti. Nelle intenzioni di  voto, il Pdl è in caduta libera (18%, altri due punti in meno rispetto a  sette giorni fa) e anche il Pd non se la cava bene: 24%, un punto in  meno di quanto poteva vantare prima delle amministrative. Crescono in  maniera esponenziale i grillini, che arrivano a sfiorare il 14% e si  consolidano come terzo partito italiano. Ma a descrivere la sfiducia  degli italiani rispetto all&#8217;attuale agone politico è soprattutto un  altro dato, quello dell&#8217;area non voto. Quasi un elettore su due, il  43.7%, non esprime gradimento per nessun partito. In parte perché ha  intenzione di astenersi alle prossime politiche (21.1%), in parte perché  indeciso (22.6). «È la fotografia di una proposta politica vecchia &#8211;  conclude Pessato &#8211; incapace di fornire le giuste risposte ai problemi  dei cittadini. Non è un caso se il solo partito a registrare una vera  crescita sia il Movimento Cinque Stelle, l&#8217;unica novità attualmente in  campo»<strong>.Carlantonio Solimene, Il Tempo, 19 maggio 2012</strong></p>
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		<title>LA CORSA ALLO SPORTELLO IN GRECIA E IN SPAGNA. E&#8217; LA FINE? SPERIAMO DI NO.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 19:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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Quando il popolo corre allo sportello, le cose cominciano a prendere  una piega incontrollabile perché a dominare è la paura. In Grecia e  Spagna siamo a questo punto: i correntisti chiedono il cash perché non  hanno fiducia nelle banche. Atene torna alla Dracma? Si ritirano euro  per evitare la svalutazione. Bankia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="testo-articolo">
<p>Quando il popolo corre allo sportello, le cose cominciano a prendere  una piega incontrollabile perché a dominare è la paura. In Grecia e  Spagna siamo a questo punto: i correntisti chiedono il cash perché non  hanno fiducia nelle banche. Atene torna alla Dracma? Si ritirano euro  per evitare la svalutazione. Bankia viene salvata dal governo spagnolo?  Todos caballeros, ma meglio non fidarsi di chi sta in piedi con i soldi  pubblici. Questo è il sentimento irrazionale che anima i mercati.<br />
È un film già visto nella storia dell’economia mondiale. Quello che fa  scuola è il crac del 1929. La lezione degli anni Venti è grandiosa e  terribile. Rileggere il «Grande Crollo» di John Kenneth Galbraith è più  che un tuffo nel passato, un’emersione straordinaria nel presente: in  quelle pagine ci sono tutti gli attori di oggi. Le Borse che guadagnano e  perdono punti a raffica da un giorno all’altro, i politici che  guardano, litigano, ma non capiscono cosa sta succedendo, gli  speculatori che ci marciano alla grande e il popolo &#8211; ah, il popolo &#8211;  che pensa alla crescita esponenziale, al guadagno infinito e facile.  Irrazionalità. Azzardo. Casinò. Al punto da far scrivere a Galbraith:  «Nessuno fu responsabile del grande crollo di Wall Street. Nessuno  manovrò la speculazione che lo precedette. Entrambi furono il prodotto  della libera scelta e della libera decisione di migliaia di individui.  Questi non furono condotti al macello. Vi furono spinti dalla latente  follia che ha sempre travolto la gente presa dall’idea di poter  diventare ricchissima». Accadde con la speculazione sui tulipani.  Figuriamoci, la storia si ripete. E mentre i governi non trovano una  soluzione cartesiana al caos finanziario che sta uccidendo l’economia  europea, i popoli trovano nell’irrazionalità la risposta: la fila allo  sportello. Quando ieri sui terminali dei computer è comparsa la notizia  della corsa al contante in Spagna, ero in compagnia di due signori che  la finanza la conoscono fin troppo bene. Ragionavamo sulla possibile  rottura dell’Eurozona. Eravamo fermi alla guerra del Peloponneso. Ma il  fumo che saliva era quello del vulcano iberico. Ci siamo guardati in  faccia. Frase sottintesa: «È finita». Poi sono rientrato in redazione e  mi sono chiesto: è davvero il game over? Una cosa è discutere del  «Grexit», dell’uscita di Atene dall’Euro, un’altra è ipotizzare un  contagio continentale che parte con la corrida. Un punto è  indiscutibile: senza risposte credibili dei governi, il panico prenderà  il timone della nave. E la condurrà sugli scogli.<br />
Sulla nave ci siamo anche noi italiani. Bisognerebbe ricordarlo ai politici.<strong>Mario Sechi, Il Tempo, 18 maggio 2012</strong></p>
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		<title>LA REGIONE FERMA LE PROVINCIE PUGLIESI: BASTA ASSUNZIONI E PRECARIATO</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 18:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Il territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI &#8211; La Regione Puglia raccomanda alle Province «estrema cautela e  prudenza in tema di organizzazione istituzionale e di gestione del  personale». L&#8217;invito è contenuto in una lettera che il neo-assessore  regionale al personale, Marida Dentamaro, ha inviato ai presidenti delle  sei Province pugliesi «in vista &#8211; spiega in una nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARI &#8211; La Regione Puglia raccomanda alle Province «estrema cautela e  prudenza in tema di organizzazione istituzionale e di gestione del  personale». L&#8217;invito è contenuto in una lettera che il neo-assessore  regionale al personale, Marida Dentamaro, ha inviato ai presidenti delle  sei Province pugliesi «in vista &#8211; spiega in una nota &#8211; della  redistribuzione del personale delle Province tra Comuni e Regione». Per  l&#8217;assessore «è necessario che eventuali nuove assunzioni siano limitate  allo stretto necessario per espletare le funzioni fino alla fine  dell&#8217;anno in corso».</p>
<p>Se ciò non dovesse accadere «il  processo di riassetto istituzionale  subirebbe gravi condizionamenti &#8211;  scrive Dentamaro &#8211; risultando compromesso il conseguimento degli  obiettivi di efficienza e di risparmio ai quali dobbiamo tendere, senza  riserve e senza eccezioni. Bisogna inoltre evitare &#8211; aggiunge  l&#8217;assessore &#8211; di creare false aspettative, illusioni o, peggio, nuovo  precariato che nessuno può permettersi». In definitiva, conclude  Dentamaro, si tratta non solo di «sensibilità istituzionale», ma anche  di «corretta gestione delle risorse pubbliche», in vista della perdita  di numerose funzioni da parte delle Province. <strong>Il Corriere del Mezzogiorno, 17 maggio 2012</strong></p>
<p>.<span style="color: #ff0000;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..E intanto la Provincia di Bari è tra le provincie italiane che hanno aumentato all&#8217;aliquota massima l&#8217;addizionale sulla RCA, cioè al 16% per cui  su un premio netto di mille  euro, un automobilista pagherà 35 euro di tasse in più. Ovvero da 125 a  160 euro. Su un costo netto di 1.500 euro, l&#8217;aumento toccherà i 52 euro. Grazie signor Schittulli che predica bene e razzola male. </span></p>
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		<title>ALLA REGIONE SICILIA ASSUNTI &#8220;30 CAMMINATORI&#8221;. E ARRIVA A QUOTA 17.200 DIPENDENTI, SEI VLTE LA LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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Come la Germania, la pubblica amministrazione della Regione Sicilia non conosce la crisi e assume alla grande: via libera a 157 posti da chauffeur, 55 da sorveglianti di musei per Palermo, che si aggiungono ai 1600 (sic) già esistenti, e ora anche 30 “camminatori” per portare i documenti da un ufficio all’altro della Regione. Sì, [...]]]></description>
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<p><a href="http://notizie.virgilio.it/gallery/i-costi-politica-italiana.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/notizie.virgilio.it/gallery/i-costi-politica-italiana.html?referer=');"><img id="media-2005650" src="http://elezioni.myblog.it/media/01/02/3126940695.jpg" alt="camminatori,sicilia,costi della politica" /></a>Come la Germania, la pubblica amministrazione della <a href="http://notizie.virgilio.it/gallery/i-costi-politica-italiana.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/notizie.virgilio.it/gallery/i-costi-politica-italiana.html?referer=');"><strong>Regione Sicilia</strong></a> non conosce la crisi e assume alla grande: via libera a <strong>157</strong> posti da <strong>chauffeur</strong>, <strong>55</strong> da <strong>sorveglianti</strong> di musei per <a href="http://palermo.virgilio.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/palermo.virgilio.it?referer=');"><strong>Palermo</strong></a>, che si aggiungono ai <strong>1600</strong> (<em>sic</em>) già esistenti, e ora anche <strong>30 “camminatori”</strong> per portare i <strong>documenti</strong> da un ufficio all’altro della Regione. Sì, avete capito bene.</p>
<p>Definizione di &#8220;camminatore&#8221;: &#8220;fattorino per commissioni; usciere  che, in ministeri o uffici amministrativi, è incaricato di recpaitare  letter circolari, plichi, ecc. da un ufficio all&#8217;altro&#8221;. La voce è  tratta dal dizionario Treccani e la riporta, al fondo del suo pezzo,  Mattia Feltri che su <em>La Stampa</em> fa le pulci ai <strong>17.200 dipendenti pubblici siciliani</strong>, una cifra enorme, quasi 6 volte maggiore di quella della Lombardia.</p>
<p>E sui camminatori, Feltri commenta che saranno retribuiti &#8220;in cambio  dell’instancabile opera delle loro gambe che li condurranno da una  stanza all’altra di palazzo d’Orleans (la sede della Regione) a  trasferire documenti, cartellette, incartamenti, faldoni, pratiche,  fascicoli e dossier dal mittente X al destinatario Y, poiché il mittente  X e il destinatario Y hanno già il loro bel daffare. Una mansione  certamente di responsabilità, ma anche piuttosto suggestiva in tempi di  crisi e di Internet&#8221;. E se mandassimo tutti quanti il nostro CV?  Peraltro, camminare fa bene alla salute.<strong> Fonte Virgilio.it, 17 MAGGIO 2012</strong></p>
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		<title>ALL&#8217;AQUILA IL PARTITO DI FINI VENDE VOTI IN CAMBIO DI POLTRONE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Una  città devastata dal terremoto, dal lutto, da una ricostruzione  difficile, da una corruzione che emerge tra mattoni vecchi e nuovi, da  una crisi che si accanisce contro la rinascita, meriterebbe una politica  dal volto umano, un impegno diverso dei partiti, una trasparenza non  solo dichiarata ma praticata. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Il sindaco de L'Aquila Cialente" src="http://www.iltempo.it/politica/2012/05/17/1341009/images/12483-cialente.jpg" alt="Il sindaco de L'Aquila Cialente" width="160" height="140" /> Una  città devastata dal terremoto, dal lutto, da una ricostruzione  difficile, da una corruzione che emerge tra mattoni vecchi e nuovi, da  una crisi che si accanisce contro la rinascita, meriterebbe una politica  dal volto umano, un impegno diverso dei partiti, una trasparenza non  solo dichiarata ma praticata. E invece no. All’Aquila sembra che neanche  questo elementare impegno sia possibile. A tre giorni dal ballottaggio  per eleggere il sindaco della città, emerge un carteggio davvero  istruttivo tra i partiti. I protagonisti sono il Pd e Futuro e Libertà i  quali in campagna elettorale sbandierano «alti ideali», propositi di  rinascita, ricostruzione, rilancio morale e via discorrendo. Poi si  spengono i microfoni e torna la realtà. Quella delle poltrone e dei  posti di comando barattati per l’appoggio al secondo turno, con tanto di  scambio di lettere, protocolli d’intesa e manuale Cencelli. I più  cinici diranno che si usa così, ma vedere in un luogo simbolico come  L’Aquila esponenti del Partito Democratico offrire posti per avere voti,  francamente, è troppo anche per uno allenato a vederne di ogni colore. I  duri e puri di Futuro e Libertà trattavano il loro gruzzolo di consensi  in cambio dei seguenti incarichi: un assessore, la presidenza di una  municipalizzata, un consigliere d’amministrazione nella Asm, la  presidenza di una commissione consiliare, la presidenza del collegio dei  revisori dell’Ama, un posto nel collegio dei revisori del Comune, un  consigliere d’amministrazione nella Gran Sasso Acque, un membro nel  consorzio dei Beni Culturali, un pacchetto di consulenze e contratti  part-time. Tutto ciò conferma che il Paese ha bisogno di un nuovo  inizio. Finché i partiti non la smetteranno di occupare e lottizzare ciò  che va assegnato per merito e non per cooptazione di regime, l’Italia  non farà alcun passo in avanti. Il candidato sindaco Cialente dirà che  quell’accordo non si è realizzato materialmente, è saltato. Solo  formalmente &#8211; per l’opposizione di altre liste &#8211; visto che dai carteggi  emerge un impegno a dare contropartita in nomine in cambio di appoggio  elettorale sottobanco da parte di Fli. Non siamo di fronte a un fatto di  provincia, ma alla metafora dell’Italia. Un suk politico che suscita  una profonda rabbia e tristezza. Nella città dove la ricostruzione  post-terremoto ha visto gli sciacalli in azione, si consumano commerci  politici da basso impero e i partiti continuano a fare e disfare come in  questi mesi nulla fosse successo e tutto va bene madama la marchesa.  Sì, L’Aquila è ferita, ma gli avvoltoi volano ancora in alto. <strong>Mario Sechi, Il Tempo, 17 maggio 2012</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Che il PD, che della questione morale ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia e che della sua immacolatezza abbia fatto sfoggio ad ogni occasione, compreso l&#8217;altra sera in TV con Bersani che più che un aspirante premier ci sembrava un buon venditore di tappeti, abbia mercanteggiato l&#8217;appoggio di altri partiti al ballottaggio di domenica all&#8217;Aquila,  non meraviglia. Non meraviglia perchè è da un pezzo che il PD, ex Pci, ex Pds, ex Ds, ha gettato la falsa maschera di perbenismo per mostrarsi del tutto uguale agli altri partiti, nè, in fondo meraviglia la notizia in se, perchè è da un pezzo che tutti i partiti, nessuno escluso, hanno trasformato la politica in un grande, immenso mercato perr trarre vantaggi per sè e per i propri cari.I casi della  ex Margherita e della Lega, esplosi e riesplosi in questi giorni, anzi in quesste ore, sono significativi e riguardano tutti. Nè meraviglia che nel mercato dell&#8217;Aquila, uno dei contraenti dell&#8217;affare sia il partito dei cosiddetti duri e puri del FLI, tutti o quasi tutti ex An, tutti o quasi tutti ex MSI. Non meraviglia pechè la fuoruscita dal PDL di Fini e camerati (ormai &#8220;compagni&#8221; a tutti gli effetti) non fu affatto determinata da ragioni di cuore ma da ragioni di posti, presenti e futuri. Sopratutto futuri. Però la realtà fu abilmente mascherata, cosicchè si tentò di far passare la spaccatura tra Fini e Berluscojni come un ritorno alla &#8220;fede&#8221; antica, a quella missina. Non era vero. Lo abbiamo sempre saputo e questa squallida vicenda dell&#8217;Aquila lo conferma. Come conferma che per il FLI, cioè Futuro e Libertà, cioè Fini,  nell&#8217;oscurità della notte tutti i gatti sono bigi, cioè si può passare sopra a tutto,  e andare da destra a sinistra, senza alcuna remora nè morale nè politica, pur di guadagnarsi un posto al sole.Salvo gli incidenti di percorso come la pubblicaizone del prezzo concordato per il sostegno al candidato di sinistra all&#8217;Aquila, così come prezzo  ampiamente pubblicizzato per il sostegno del FLI barese al sindaco Emiliano a Bari doveva essere un assessorato nella Giunta di sinistra, accordo anche questo saltato per l&#8217;imponderabile intervento di una tonnellata di cozze pelose. Dovremmo dolerci per questa inqualificabile caduta di stile di ex militanti della destra  missina, ma non ce n&#8217;è bisogno visto che secondo gli ultimi sondaggi del FLI e di Fini e dei suoi camerati-compagni tra poco meno di un anno non si sentirà più parlare. g.</span></p>
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		<title>BLOCCARE EQUITALIA, METTE SUL LASTRICO LE PERSONE: IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA ALL&#8217;UNANIMITA&#8217; CHIEDE LA MODIFICA DEL SISTEMA SANZIONATORIO EL BRACCIO ARMATO DELL&#8217;AGENZIA DELLE ENTRATE.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[BARI &#8211; Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all&#8217;unanimità  un ordine del giorno con il quale si chiede che il presidente della  giunta regionale, Nichi Vendola, e l&#8217;intero esecutivo pugliese  intervengano presso il governo Monti affinché vengano riviste le  modalità del sistema sanzionatorio di Equitalia. Con l&#8217;ordine del giorno  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BARI &#8211; Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all&#8217;unanimità  un ordine del giorno con il quale si chiede che il presidente della  giunta regionale, Nichi Vendola, e l&#8217;intero esecutivo pugliese  intervengano presso il governo Monti affinché vengano riviste le  modalità del sistema sanzionatorio di Equitalia. Con l&#8217;ordine del giorno  si chiede che Vendola, insieme con la giunta, attivi con il presidente  del Consiglio dei ministri «ogni possibile iniziativa che preveda una  immediata risoluzione per le imprese già in difficoltà» per evitare le  situazioni di disagio sociale che si vengono a creare e l&#8217;aumento del  fenomeno dell&#8217;usura.</p>
<p>LE ACCUSE &#8211; Le procedure esattive  di Equitalia e le fasi esecutive delle stesse &#8211; si sottolinea  nell&#8217;ordine del giorno &#8211; «si contraddistinguono per l&#8217;abnorme peso  (spesso superiore al 50% del debito originario) delle sanzioni  accessorie, degli interessi e degli altri costi. Questo costituisce  un&#8217;autentica prevaricazione, che sfugge ad ogni controllo di legalità e  di legittimità, riservando solo all&#8217;esito di un giudizio (non breve) la  soddisfazione delle ragioni del debitore escusso, che spesso nel  frattempo esaurisce la possibilità di saldare il debito dovuto». <strong>Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno, 16 maggio 2012</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.Monti, piuttosto che  far finta di comprendere  le  &#8220;legittime proteste&#8221; dei cittadini ma allo stesso tempo  far finta di niente sui metodi di Equitalia e sui sistemi di riscossione e di determinazione delle sanzioni, intervegna per porre fine a questi metodi che mettono sul lastrico la gente anche solo per una multa non pagata, come ha denunciato alla unanimità il Consiglio Regionale della Puglia. </span></p>
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		<title>IL PIANTO GRECO SUL MURO TEDFESCO, di Mario Monti</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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 E  adesso cosa succede? A sentire i panzer di Berlino, niente. Il ministro  delle Finanze tedesco Schauble ieri ha subito confermato che il nuovo  voto in Grecia «non cambia la situazione e Atene deve attuare il suo  programma per rimanere nell’Euro». Il seguito delle dichiarazioni di  Schauble è rivelatore: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="testo-articolo">
<p><img title="Grecia al voto" src="http://www.iltempo.it/interni_esteri/2012/05/16/1340794/images/66985-grecia_a.JPG" alt="Grecia al voto" width="160" height="140" /> E  adesso cosa succede? A sentire i panzer di Berlino, niente. Il ministro  delle Finanze tedesco Schauble ieri ha subito confermato che il nuovo  voto in Grecia «non cambia la situazione e Atene deve attuare il suo  programma per rimanere nell’Euro». Il seguito delle dichiarazioni di  Schauble è rivelatore: «La Grecia deve eleggere un governo che rispetti i  termini di salvataggio internazionale per rimanere nell’Euro».  Traduzione: i greci devono eleggere non il loro esecutivo, ma quello che  piace a Berlino. È questa la plastica rappresentazione della  «germanizzazione» dell’Europa e le sue conseguenze sono sotto gli occhi  di tutti. In realtà, con buona pace del falco Schauble, in Europa sta  succedendo di tutto e il percorso dell’Euro è più che mai a rischio.  Atene avrà un suo governo provvisorio, nel frattempo il quadro economico  peggiorerà per effetto della cura «brussellese» che sta sfasciando  l’economia e bruciando un’intera generazione: oggi la Grecia ha il 51%  dei giovani disoccupati. I tedeschi proveranno a giocare duro, con  l’arma della minaccia e facendo leva sulla paura, per sollecitare un  voto «pro-Euro», ma a Berlino non brillano per fantasia e infatti è  probabile la proliferazione del caos e la crescita ulteriore delle liste  di estrema destra e sinistra, un massiccio avanzamento dell’area  «fasciocomunista». Il partito di estrema sinistra, Syriza, da solo  dovrebbe conquistare secondo gli ultimi sondaggi altri 50 seggi in  Parlamento. Il trionfo del «no Euro». Politicamente la situazione rotola  verso l’uscita della Grecia dall’Eurozona entro l’estate. La vera  domanda da porsi a questo punto è se il default debba avvenire subito o  più tardi. Non a caso ieri il direttore del Fondo monetario  internazionale, Christine Lagarde, evocava un’uscita «ordinata»  dall’Eurozona. Soluzione che a Washington hanno studiato da tempo. In  ogni caso il Fondo e l’Unione Europea di aprire un ombrello, ma nella  totale incertezza sugli effetti collaterali del default. Un problema  risolvibile qualche anno fa con l’iniezione di 50 miliardi di euro,  rischia di diventare la pietra tombale della moneta unica. L’Ecofin di  ieri, d’altronde, è la metafora della situazione: un flop. Perfettamente  in linea con l’incertezza middleuropea. Cosa fare? Bisognerebbe  riprendere l’iniziativa politica, cambiare il memorandum dell’intesa con  la Grecia e far leva sulle difficoltà di Atene non per strangolare il  suo popolo. Quali? Uscire dall’Euro significa tornare alla Dracma: i  greci sono in grado di farlo? Ne dubito. Il kaos (alla greca) è  assicurato. Ma oltre ai dipendenti pubblici di Atene (strangolati)  finiamo per pagarlo noi al posto dei tedeschi. Morire per Berlino no,  salvare Atene sì. <strong>Mario Sechi, Il Tempo,  16/05/2012</strong></p>
<p><strong>..<span style="color: #ff0000;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Ma non può essere il governo del germanofilo Monti a salvare Atene mandando a picco l&#8217;alleanza con la Germania, anzi la sottomissione italiana ai diktat della neonazista Angela Merkel. Una ragione di più per mandare all&#8217;aria il governo Monti, restituendo alla poltica il suolo ruolo e la sua responsabilità, previo elezioni anticipate. g.</span><br />
</strong></p>
</div>
<p><ins><ins id="aswift_0_anchor"></ins></ins></p>
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		<title>COLLOQUIO TELEFONICO TRA MONTI E OBAMA: CHISSA&#8217; SE MONTI HA RIFERITO A OBAMA CHE LO SPREAD IERI HA TOCCATO 450 PUNTI</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>

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Colloquio telefonico tra il premier italiano e il capo della  Casa Bianca in cui si è parlato della situazione economica in Europa e  della necessità di intensificare gli  sforzi per promuovere crescita e  occupazione.
.&#8230;.Lo riferisce l&#8217;ANSA questa mattina, naturalmente fornendo notizie diramate dall&#8217;ufficio stampa del premier italiano, lo stesso ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/05/16/Asse-Monti-Obama-piu-sforzi-crescita_6876449.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/05/16/Asse-Monti-Obama-piu-sforzi-crescita_6876449.html?referer=');"><img title="Mario Monti-Barack Obama (Washington, 9 febbraio 2012)" src="http://www.ansa.it/webimages/hp_340/2012/5/16/9cb4e80888323d262726b09880e0167a_868220.jpg" alt="Mario Monti-Barack Obama (Washington, 9 febbraio 2012)" /></a> <em></em></div>
<p>Colloquio telefonico tra il premier italiano e il capo della  Casa Bianca in cui si è parlato della situazione economica in Europa e  della necessità di intensificare gli  sforzi per promuovere crescita e  occupazione.</p>
<p>.<span style="color: #ff0000;">&#8230;.Lo riferisce l&#8217;ANSA questa mattina, naturalmente fornendo notizie diramate dall&#8217;ufficio stampa del premier italiano, lo stesso ufficio che, smentito clamorosamente, aveva dato notizia di un presunto ringraziamento di Obama a Monti qualche settimana fa, risultato falso. Comunque, quel che l&#8217;Ansa non riferisce è se Monti abbia riferito  a Obama  durante la telefonata che ieri lo spread tra i titoli di stato italiano e quelli tedeschi ha toccato i 450 punti, risalendo ai picchi dello scorso novembre in virtù dei quali fu chiamato in veste di salvatore della Patria. Sarebbe interessante sapere a chi abbia dato la colpa Monti di questa nuova impennata dello spread, ma c&#8217;è da giurare che secondo Monti  la colpa è dei mercati, mentre prima era di Berlusconi. g.</span></p>
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		<title>IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA DEL GOVENRO MONTI ZOPPINI INDAGATO PER FRODE FISCALE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Gagliardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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ROMA  &#8211; Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si e&#8217; dimesso.  &#8221;Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a  vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa.  Ho piena fiducia nell&#8217;operato della Magistratura e ritengo di potere  chiarire ogni aspetto che mi riguarda&#8221;, afferma.
Zoppini e&#8217; [...]]]></description>
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<div><a id="url-image"><img title="Andrea Zoppini" src="http://www.ansa.it/webimages/section_210/2012/5/15/97eca22fba71c1a6bf03ed6ebea7f8f4.jpg" alt="Andrea Zoppini" /></a></div>
</div>
<p>ROMA  &#8211; Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si e&#8217; dimesso.  &#8221;Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a  vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa.  Ho piena fiducia nell&#8217;operato della Magistratura e ritengo di potere  chiarire ogni aspetto che mi riguarda&#8221;, afferma.</p>
<p>Zoppini e&#8217; stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura  di Verbania. Le ipotesi di reato contestate, secondo quanto apprende  l&#8217;ANSA, sono concorso in frode fiscale e dichiarazione fraudolenta. Al  sottosegretario e&#8217; stato notificato un avviso di garanzia e un invito a  comparire.</p>
<p>Secondo l&#8217;accusa, attraverso un&#8217;attivita&#8217; di consulenza, Zoppini  avrebbe aiutato alcuni imprenditori del novarese a realizzare una frode  fiscale a carattere transnazionale.    Per questa sua consulenza,  ipotizzano inoltre gli inquirenti, avrebbe ottenuto compensi in nero e  su conti esteri. Di qui l&#8217;ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta.<strong> Fonte ANSA, 15 magigo 2012</strong></p>
<p>.<span style="color: #ff0000;"><strong>&#8230;..Della serie, i controllori sono peggio dei controllati.</strong></span></p>
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