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 CASO CRISAFULLI: BERLUSCONI GLI SCRIVE PER ASSICURARGLI L'AIUTO DEL GOVERNO Data: 11/09/2008
Appertiene alla sezione: [ Cronaca ]
Il Governo aiutera’ Salvatore Crisafulli, il disabile grave affetto dalla sindrome di Locked.in, che nei giorni scorsi aveva chiesto il diritto a vivere e un aiuto concreto nell’assistenza. Altrimenti si sarebbe tolto la vita, facendosi sospendere l’alimentazione artificiale.
Nel corso di un incontro al ministero della Salute, il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella ha consegnato personalmente nelle mani del malato una lettera scritta dal premier Silvio Berlusconi. "Le prometto che seguiro’ personalmente gli sviluppi del suo caso. Noi la aiuteremo: lei ci aiuti ad aiutarla, non abbandoni la sua lotta per il diritto alla vita e alla cura". Nella lettera, Silvio Berlusconi sottolinea la sua partecipazione "all’esperienza tragica che lei e la sua famiglia avete attraversato e continuate a vivere, e la partecipazione all’angoscia per la sua disperazione". Il premier e’ cosi’ intervenuto per rassicurare Salvatore Crisafulli, che ieri sera e’ partito da Catania - dove vive - in camper con il fratello Pietro e i due figli Maria Rita e Domenico, diretto all’Abetone in Toscana, dove si sarebbe lasciato morire in caso di una mancata risposta del Governo al suo appello.

"Il suo appello - osserva Berlusconi nella lettera - non e’ caduto nel vuoto, il Governo si e’ mosso immediatamente, anche se con discrezione, ancor prima che la sua lettera venisse resa pubblica. In questi giorni stiamo verificando i rapporti con le strutture sanitarie e le amministrazioni locali per individuare possibili soluzioni ai problemi di assistenza che lei denuncia. Le chiedo un impegno non ceda alla disperazione. Da parte nostra ci impegniamo a non lasciare da solo lei, i suoi familiari e le persone come lei. Lei ha scritto - prosegue il premier nella sua lettera citando le parole di Salvatore Crisafulli - ’non puo’ il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani’.
Le sue parole sono anche le mie. Personalmente non credo affatto nel ’diritto a morire’, ma in quello di essere curato e tutelato dallo Stato e dalle Istituzioni. Diritto che deve valere per tutti i cittadini, in tutte le condizioni e in tutti i momenti della vita. Anche io penso che solo una profonda disperazione e solitudine possano spingere qualcuno a desiderare la morte".

Il premier riconosce i problemi che in Italia devono affrontare alcuni malati, soprattutto i piu’ deboli e i meno autosufficienti. "Sappiamo bene che l’assistenza sanitaria, in particolare quella domiciliare, non sempre e non in tutte le situazioni e’ in grado di rispondere ai bisogni dei malati e dei disabili, soprattutto di quelli piu’ gravi. In questi giorni - rivela - stiamo verificando i rapporti con le strutture sanitarie e le amministrazioni locali, per individuare le possibili soluzioni ai problemi di assistenza che lei denuncia". Quindi Berlusconi entra ancor piu’ nel merito della questione annunciando che "per quanto riguarda gli stati vegetativi, il ministero del Welfare e’ gia’ al lavoro per costruire percorsi assistenziali e di riabilitazione efficienti e omogenei per tutte le Regioni italiane. Non sara’ un’impresa ne’ facile ne’ veloce, ma e’ un nostro importante obiettivo e lo raggiungeremo".

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