IL PDL BATTE TUTTI SUL TEMPO: PRESENTATA UNA PROPOSTA DI LEGGE PER ISTITUIRE LE PRIMARIE.
Pubblicato il 17 giugno, 2011 in Politica | Nessun commento »
Il testo presentata alla Camera e al Senato a firma Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello riguarda gli aspiranti governatori, sindaci e presidenti di Provincia. Per votare sarà necessario avere la tessera del partito che le indice o essere iscriti in un registro ad hoc per i sostenitori.
La proposta di legge non prevede le primarie per la scelta del candidato premier. Si potrà ricorrere alle primarie, invece, solo per i candidati a elezione diretta, cioè i governatori, i sindaci e i presidenti di Provincia. Inoltre, per poter partecipare alle primarie è necessario essere iscritti al partito che le indice o essere sostenitori, per i quali sarà previsto un registro ad hoc. Questo, in sinstesi, il contenuto della proposta di legge per l’istituzione delle primarie, presentata alla Camera e al Senato a firma Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello.
REGISTRO DEI SOSTENITORI “Abbiamo presentato in entrambi i rami del Parlamento un disegno di legge per disciplinare le elezioni primarie per la scelta dei candidati alle cariche monocratiche per le quali il nostro ordinamento prevede l’elezione diretta: sindaco, presidente della Provincia, presidente della Regione”, annunciano in una nota congiunta Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello. “Il testo – spiegano – prevede che le primarie, per i partiti o le coalizioni che intendano avvalersene, abbiano luogo entro il sessantesimo giorno antecedente alle elezioni. Possono votare e candidarsi alle primarie gli iscritti al partito (o a uno dei partiti che compongono la coalizione) e i cittadini sostenitori che siano residenti nel territorio interessato dall’elezione e che abbiano provveduto ad aderire a un apposito registro dei sostenitori almeno sessanta giorni prima dello svolgimento delle primarie. Tale prescrizione temporale, in combinato disposto con la norma che prevede la presentazione delle candidature tra il quarantesimo e il trentesimo giorno precedente alla consultazione, è finalizzata a scongiurare il rischio di risultati falsati o inquinati”. “Un organismo pubblico, nella fattispecie la cancelleria del tribunale territorialmente competente – concludono gli esponenti del Pdl – verifica la regolarità degli elenchi degli aventi diritto al voto e si accerta che nessun cittadino sia contemporaneamente iscritto a più di un elenco per la medesima scadenza elettorale. Ogni partito o coalizione che promuove elezioni primarie si dota infine di un regolamento e di una commissione elettorale relativa all’ambito territoriale interessato”.
Questo il testo della proposta di legge: Articolo 1- Per la designazione dei candidati alle cariche monocratiche per le quali è prevista l’elezione diretta – presidente di Regione, di Provincia e sindaco – i partiti e le coalizioni possono svolgere elezioni primarie dirette, organizzate secondo le disposizioni di cui alla presente legge. Le elezioni primarie, di cui al comma 1, hanno luogo entro il sessantesimo giorno antecedente la prima data utile per il rinnovo degli organi indicati. In caso di elezioni anticipate, il decreto di convocazione dei comizi elettorali stabilisce la data delle elezioni anteponendo un periodo di almeno quarantacinque giorni a quello previsto dalle norme vigenti per gli adempimenti relativi alla presentazione delle liste e allo svolgimento della campagna elettorale, al fine di consentire l espletamento delle elezioni primarie che dovranno tenersi entro il quarantacinquesimo giorno antecedente la data delle elezioni.
Articolo 2 – Alle elezioni primarie si applicano tutte le norme vigenti in materia di elezioni e reati elettorali in quanto compatibili.
Articolo 3 – Hanno diritto elettorale attivo e passivo gli iscritti al partito e cittadini sostenitori del partito che siano residenti nel territorio interessato al procedimento elettorale. Sono sostenitori i cittadini che si iscrivono nel registro dei sostenitori del partito organizzatore delle elezioni primarie. In caso di elezioni primarie di coalizione i cittadini debbono essere iscritti ad almeno uno dei partiti della coalizione organizzatrice ovvero essere iscritti al registro dei sostenitori di almeno uno dei medesimi partiti. È vietato partecipare ad elezioni primarie organizzate da due o più partiti o coalizioni di partiti in vista della medesima scadenza elettorale”.


Un sistema con non più di tre aliquote sui redditi delle persone, e non più di cinque imposte. E’ la riforma vagheggiata ieri da Giulio Tremonti all’assemblea della Confartigianato. Il ministro dell’Economia ha dato la sensazione di indicare più un punto d’arrivo – la famosa legge delega – che non il taglio immediato chiesto dal Cav. e da Umberto Bossi per rimettere in sesto il centrodestra e l’alleanza con la Lega, oltre a ritrovare la sintonia con l’elettorato. Ciò che di sicuro è confermato dal dicastero di via XX Settembre è l’approdo oggi sui tavoli di Silvio Berlusconi, del governo e dello stato maggiore del Carroccio del risultato dei lavori delle quattro commissioni istituite da Tremonti per studiare le innovazioni tributarie: si tratterebbe di oltre 600 pagine.
Si sta preparando una riforma fiscale a due stadi, come i contendenti: Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Il primo stadio, da attuare quest’anno (ma dopo aver garantito al ministro dell’Economia la blindatura della manovra da 45 miliardi entro il 2014) è il segnale che il Cavaliere vuol lanciare subito agli elettori. Consisterebbe in un taglio di tre punti dell’aliquota Irpef più bassa, oggi al 23 per cento sui redditi fino a 15 mila euro. E di un micro-taglio dell’Irap di 0,5 punti che allevierebbe la parte di questa imposta scervellata che si paga in relazione alla manodopera, la famigerata tassa sul lavoro. Poiché siamo sul filo del rasoio con l’Europa, questi sgravi dovrebbero essere a costo zero, cioè trovando le risorse all’interno dello stesso sistema fiscale. E dunque in primo luogo aumentando di un punto l’Iva ordinaria (oggi al 20 per cento) e ridotta (oggi al 10). Poi iniziando a disboscare la giungla 476 deduzioni e detrazioni, spesso frutto del pluridecennale lavoro delle lobby. Infine, se servirà, innalzando l’imposta sugli interessi, oggi al 12,5 per cento. Risultato? Sui primi 15 mila euro di reddito imponibile si pagherebbero 450 euro di tasse in meno l’anno, 37,5 al mese. Non cambia la vita, ma per chi campa con quegli introiti è comunque qualcosa. Attenzione, però: parte del risparmio verrebbe restituita a causa di quel punticino in più di Iva. Un motorino da 3 mila euro ne costerebbe 30 in più. Duemila euro di bollette l’anno, altri 20. Mille euro di fatture mediche altri dieci. E così via. Un mobile, un cellulare, una vacanza, tutto costerebbe di più. Ne varrebbe la pena? In linea di principio sì: il trasferimento delle imposte dalle persone alle cose è in tutti i sistemi fiscali avanzati, ed è anche un impegno di questo governo. All’atto pratico, però, andrebbe raffrontato all’effettivo beneficio iniziale. Nel 2008 i contribuenti che hanno dichiarato fino a 15 mila euro di reddito sono stati circa 20 milioni su un totale di 41. Ma occorre tenere conto della fascia esente che nel lavoro dipendente riguarda i redditi fino a 8 mila euro, e per gli autonomi fino a 4.800. Oltre dieci milioni di persone, e proprio quelle a reddito più basso, non avrebbero quindi benefici, mentre pagherebbero l’Iva maggiorata.