Archivio per la categoria ‘Economia’

LE SPESE PAZZE DELLE REGIONI: BEN 178 SEDI NEL MONDO

Pubblicato il 27 giugno, 2010 in Economia, Politica | No Comments »

Con 61 sedi sparse in 31 Paesi, di cui ben dieci solo in Cina, è il Veneto a guidare la classifica delle “spese pazze” che le Regioni fanno per la diplomazia. Lo riferisce il Corriere della Sera che, in un dossier del Tesoro, ha scoperto che sono 178 gli uffici aperti un po’ in tutto il globo, dalla Bulgaria a Portorico passando per il Vietnam, dagli enti locali regionali. “Le Regioni italiane hanno all’estero qualcosa come 157 uffici, ai quali si devono aggiungere i 21 di Bruxelles” spiega il quotidiano milanese, sottolineando che nessun governatore vuole inoltre rinunciare ad “un’antenna nel quartier generale dell’Unione europea”. “Che senso ha per una Regione come il Molise con 320 mila abitanti mantenere un ufficio a Bruxelles, peraltro pagato un milione 600mila euro, oltre ai due di Roma?” si domanda Sergio Rizzo nell’articolo, raccontando che la Lombardia ha 29 uffici sparsi dalla Moldova al Perù, e “quattro in Russia (esattamente come la Regione Veneto)”. “Il Piemonte presidia 23 Paesi esteri con la bellezza di 33 basi” prosegue il Corriere, tra cui “due in Corea del Sud, altrettanti in Costa Rica (perché il Costa Rica?), altri due in Lettonia (perché la Lettonia?)”. A New York “gli uomini dell’ex governatore Salvatore Totò Cuffaro si ritrovarono in ottima compagnia, quella dei dipendenti della Regione Campania, allora governata da Antonio Bassolino, che aveva preso in affitto un appartamento giusto sopra il negozio del celebre sarto napoletano Ciro Paone. Costo: un milione 140 mila euro l’anno”. “A quale scopo – continua il quotidiano – se lo chiese nell’autunno del 2005 Sandra Lonardo Mastella, in quel momento presidente del Consiglio regionale, visitando una struttura il cui responsabile, parole della signora, ‘viene solo alcuni giorni ogni mese’. Struttura per la quale venivano pagati tre addetti il cui compito consisteva nell’organizzare, per promuovere l’immagine regionale, eventi ai quali non soltanto non partecipava ‘alcun esponente americano’, ma nessuno ‘che parlasse inglese’. Il Corsera prosegue con gli esempi, rivelando, ad esempio, che in Cina ci sono “ben sette enti locali italiani” (Marche e Piemonte qui hanno quattro sedi ciascuna), mentre “la Valle D’Aosta, che non sazia della sede di Bruxelles, ne ha pure una in Francia”. “Quello che non dice, il dossier del Tesoro, è quanto paghiamo per tale gigantesca e incomprensibile Farnesina in salsa regionale” denuncia l’articolo, concludendo che “il sospetto, diciamolo chiaramente, è che nella maggior parte dei casi l’utilità di tutte queste feluche di periferia sia perlomeno discutibile”.
Ci domandiamo, perchè le Regioni che si battono il petto per i tagli del governo, non iniziano a tagliare queste spese pazze e allucinanti che sono un vero e proprio schiaffo agli italiani che stringono la cinghia e che non ricevono neppure buoni servizi dalle Regioni spendaccione?

BERLUSCONI CONFERISCE UN’ALTRA DELEGA AL MINISTRO FITTO

Pubblicato il 10 giugno, 2010 in Economia, Il territorio, Politica | No Comments »

Il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, avrà la delega sul Dipartimento per le politiche di sviluppo e i fondi Fas. La decisione è stata comunicata nel corso del Consiglio dei ministri di questa mattina. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi a seguito della seduta si legge che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «ha annunciato al Consiglio la sua intenzione di integrare l’incarico già conferito al ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, con la delega di funzioni in materia di interventi per la coesione territoriale».
E, in coerenza con quanto disposto dal Dl manovra «ed anche al fine di valorizzare al massimo gli interventi per le aree sottoutilizzate», Fitto «si avvale del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico (ad eccezione della Direzione generale per l’incentivazione delle attività imprenditoriali), con le funzioni connesse che integrano la sua delega».

Con questa delega attribuita a Fitto, Silvio Berlusconi rilancia il piano per il Sud che era stato avviato da Claudio Scajola poi dimessosi da ministro dello Sviluppo economico. Il Dps, infatti, è stato gestito fino all’interim da Scajola e si è in particolare dedicato alle politiche per la promozione del Mezzogiorno. Il dipartimento delle Politiche per lo sviluppo (Dps), che comprende i fondi Fas e i fondi comunitari, e che con la manovra è stato ‘tolto’ al ministero dello Sviluppo Economico e inserito fra le competenze della presidenza del Consiglioed è stato ora assegnato al ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto.

—--La notizia del nuovo prestigioso ed importante incarico affidato dal presidente Berlusconi al ministro Fitto ha suscitato viva soddisfazione negli ambienti politici pugliesi, in primo luogo negli ambienti del PDL i cui responsabili regionali,  Amoruso e Di Staso,  hanno diramato un comunicato per esprimere il plauso del partito  e gli auguri di buon lavoro al leader del PDL pugliese cui viene  ulteriormente riconosciuta capacità ed esperienza.

Alle altre,  uniamo le nostre congratulazioni e i nostri auguri.

NUCLEARE: fa più danni un viaggio in aereo che una centrale dietro casa

Pubblicato il 28 febbraio, 2010 in Economia | No Comments »

Il nucleare fa paura? O, peggio, il nucleare va bene, purchè non sia vicino casa? Allora è bene sapere che una centrale nucleare di nuova generazione irradia alla popolazione meno di un milionesimo di sievert (la misura delle radiazioni) all’anno, ovvero un valore 10 volte inferiore a quello di una normale radiografia o di un viaggio aereo intercontinentale. E comunque ben al disotto delle dosi naturali che circolanonel’ambiente (2,5 millisevert l’anno)Consolerà anche sapere che i 436 reattori nucleari in funzione nel mondo, dopo Chernobyl, hanno lavorato senza incidenti per un perido pari a 15 mila anni; che sono in grado di resistere anche a un attacco aereo come quellio dell’11 settembre: e che proprio sulla sicurezza si gioca la sfida tra il reattore AP 1000 dell’americana Westinghouse e il modello EPR della francese Areva. Il primo si basa su sistemi di sicurezza passivi, in grado di agire anche in assenza di elettricità e senza intervento dell’operatore. Il secondo vanta quattro sistemi di sicurezza indipendenti a collocati in edifici separati. (da Panorama 25.2.2010).