SUPERMARIO PIU’ TEDESCO DELLA MERKEL
Pubblicato il 2 febbraio, 2012 in Politica | Nessun commento »
L’intervista di Mario Monti ieri sera a «Matrix» ha confermato alcune cose importanti: 1) non ci sono alternative a questo governo; 2) Monti è l’unico comunicatore presente nell’esecutivo dei tecnici che senza di lui non esisterebbe; 3) ha una forte competenza sul piano europeo, una buona dose di ottimismo, ma sottovaluta la vischiosità del sistema italiano, il suo neocorporativismo; 4) l’azionista di maggioranza del governo resta Silvio Berlusconi, non a caso il presidente del Consiglio ha ringraziato più volte il predecessore, confessando di sentirlo regolarmente. Monti l’ha fatto con una buona dose di furbizia politica. Gli servono i voti del Cavaliere e non deve dare all’opinione pubblica moderata l’idea di uno “strappo” totale dall’esperienza berlusconiana. Machiavellico? Sì ed è meglio così. Ha i piedi per terra. Sul resto, quella di Monti è un’opera in fieri che dovrà essere continuamente messa alla prova dei fatti. Il premier s’è mostrato più abile che in altre occasioni, segno che sta acquisendo familiarità con quel formidabile mezzo che si chiama televisione. È l’unico che nell’esecutivo dà un messaggio coerente, mentre la sua truppa di governo qua e là mostra qualche sfilacciamento. Alcune cose dette da Monti sono condivisibili (meritocrazia, cambio di mentalità, fine delle caste e corporazioni) ma se andiamo nel concreto è chiaro che il provvedimento sulle liberalizzazioni è carente, l’ottimismo sulla crescita eccessivo e quello sull’Europa e sul ruolo della Germania è facilmente contestabile da chiunque conosca le reali intenzioni di Berlino sui destini del Vecchio Continente. Lo stesso Monti sa bene cosa aleggia nella mente della Germania: una nuova egemonia tedesca. Un lapsus è stato rivelatore dello scenario quando Monti ha detto che i tutori del rigore sono la Germania e la Banca centrale tedesca! Si riferiva alla Banca centrale europea, ma da un luogo remoto del suo cervello che aveva registrato la verità è venuta fuori la Buba, la Bundesbank. Ancora un po’ e tornava a circolare il marco. Più tedesco della Merkel. Per fortuna, dopo lo spot, il premier torna italiano. Mario Sechi, Il Tempo, 2/2/2012
…………Sechi dell’esibizione di ieri sera a Matrix di Monti ha dimenticato, forse per non infierire, la banale quanto squallida ironia sul posto fisso a cui i giovani devono rinunciare anche perchè, ha detto col mezzo sorriso Monti, “il posto fisso è monotono”. Certo, è monotono per lui e per i suoi figli che il posto ce l’hanno e che posti, ma non lo è per i giovani, i meno giovani, gli attempati quarantenni che non avendo uno stipendio fisso, conseguenza diretta del posto fisso, non possono aspirare neppure a farsi una famiglia. Ironia, quella di Monti, che assomiglia troppo al sarcasmo di chi è abituato a guardare gli altri dall’alto in basso, il che è forse il ritratto più corrispondente a Monti, più tedesco della Merkel, sostiene Sechi, a sua volta ironico e sarcastico. Ma a buona ragione. g.

