Supercommissari, consulenti, concertazioni, proroghe. Poi l’ideona di affidarsi ai cittadini e infine la bacchetta del garante per la Privacy. Il decreto sulla revisione della spesa pubblica sta dando non pochi grattacapi al governo Monti.

L'sos di Monti ai cittadini sui tagli

Dopo l’autocommissariamento, con la nomina di Enrico Bondi, dopo le nomine di Francesco Giavazzi e Giuliano Amato a consulenti (rispettivamente per i contributi alle imprese e per i finanziamenti a partiti e sindacati) e dopo l’sos lanciato ai cittadini sul sito del governo per capire dove tagliare e per aiutare i professori ad analizzare e trovare le spese inutili, adesso arrivano le perplessità.

A farle presenti è Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante per la Privacy, secondo il quale l’iniziativa dell’esecutivo “è comprensibile vista la necessità di fare presto, addirittura lodevole nei suoi intenti”, ma “solleva qualche perplessità“.

In un’intervista a Repubblica, Pizzetti lamenta il rischio di “possibili criticità rispetto all’informativa sul trattamento dei dati” e rispetto “all’insufficienza delle informazioni fornite“.

Inoltre, il garante della Privacy entra nel merito dei moduli attraverso cui inviare le proprie segnalazioni e rivolge indirettamente alcune domande al governo: “Non dicono cosa succede al cittadino che dà informazioni scorrette e nemmeno chiarisce che tipo di informazioni il privato possa fornire in quell’occasione. Le denunce saranno generiche o possono essere fatti i nomi e i cognomi dei funzionari responsabili delle spese eccessive? E che conseguenze avranno le denunce dei cittadini su queste persone?”.

Dulcis in fundo, Pizzetti rivela che l’Autorità non era stata informata dell’idea del governo. Un’operazione a sua insaputa insomma. Comunque, alla fine, come si legge sul sito dell’esecutivo, “tutti i cittadini, attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione”, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili”. Come, se, quali e quando il governo recepirà queste segnalazioni è un’altra storia. Il Giornale 3 magigo 2012

.………………..A prescindere dalle perplessità espresse dal Garante della Privacy, questa della chiamata alle armi dei cittaidin ida parte del governo è l’ultima stupidità dei tecnici automissariatisi dopo aver sbandierato una loro presunta esperienza, appunto tecnica, naufragata come la Nave Concordia sullo scoglio della improvvisazione, per colpa, innazitutto del più improvvisato dei capitani, cioè il signor Monti.  Professoroni  che da decenni si dicono studiosi dei problemi della pubblica amministrazione, a capo dei quali c’è un signor professorone che per dieci anni si è assiso sulle poltrone della Commisisone Europea da cui ha diramato ordini e direttive per armonmizzare le legislazioni nazionali, compresa quella italiana, a quella europea,  hanno confessato, rimanendo attaccati alla poltrona,  che in materia di problemi della spesa pubblica italiana ne sanno meno del bracciante di Roccacannuccia al quale si sono rivolti per chiedere lumi, consigli, suggerimenti e, visto che ci sono, qualche delazione. Ieri sera abbiamo provato a inviare dal nostro pc il nostro bravo modulo completo dei nostri dati,  indicando i tagli da fare subito che in verità conoscono anche i bambini che frequentano gli asili nido:1.  le spese del Quirinale che gravano per 248 milioni l’anno sulle spalle degli italiani grazie alla assoluta mancanza di parsimonia dell0attuale inquilino, cioè Napolitano Giorgio, ex capataz del comunismo internazionale, quello, per intenderci, che riervava lussi e privilegi alla casta e miseria e fame ai lavoratori; 2. le spese del Parlamento , non solo perchè eccessivo (basti pensare ai 200 mila euro spesi nel 2011 dal signor Fini per immortale se stesso e le sue scargianti cravatte color rosa pallido) costo annuale, ma anche perchè , dopo il commissariamento dello scorso ottobre, è del tutto inutile, tanto decide sempre e solo lui, il Monti; 3. le spese della Consulta, cioè la Corte Costituzionale che costa 64 milioni l’anno èper solo 15 giudici (dividere 64 per 15 e saprete quanto costa ogni giudice…). Dopo averlo compilato, abbiamo cliccato per l’invio ma il pc s’è bloccato, il modulo non è partito, e per oltre mezzora non è più stato possibile ricconnettersi ad internet. Non ci abbiamo più riprovato. Non serve. Servirebbe che gli italiani come i militanti della Lega potessero armarsi di scope e ramazze con le quali fare piazza pulita di tanti improvvidi professori, per molti versi immagine reale di una scuola che non insegna più. g.