UNA BOMBA UCCIDE DUE GIOVANI STUDENTESSE A BRINDISI. LA CITTA’ SCONVOLTA.

Pubblicato il 19 maggio, 2012 in Cronaca | Nessun commento »

Due morti e sei feriti. È il bilancio dell’esplosione di un ordigno avvenuta davanti all’istituto femminile Morvillo-Falconeper la moda e il turismo di Brindisi verso le 7.45 di questa mattina.

L'istituto Morvillo-Falcone

A esplodere due bombe artigianali, assemblate a partire da tre bombole di gpl, trovate vicino a un cassonetto della raccolta differenziata.

Una studentessa, Melissa Bassi, di 16 anni (foto), colpita dall’esplosione,  è deceduta poco dopo. Ad annunciarlo l’assessore alla Protezione Civile Fabiano Amati, poco dopo aver dato il via alle operazioni di soccorso.

La  seconda ragazza, Veronica Capodieci, anche lei di Mesagne, è stata operata in condizioni gravissime, ma è deceduta pochi minuti fa.

Le indagini: mafia o il gesto di uno squilibrato

Due le piste più probabili. Da una parte la vicinanza della scuola al tribunale cittadino, dall’altra il transito della carovana della legalità, che doveva passare oggi da Brindisi e la vicinanza della ricorrenza della strage di Capaci, nella quale morirono il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone e Francesca Morvillo – a cui la scuola è dedicata – insieme agli agenti della scorta. La scuola si trova inoltre molto vicina al tribunale di Brindisi.

Inoltre gli studenti colpiti sarebbero tutti di Mesagne, dove alcuni giorni orsono il presidente della commissione antiracket Fabio Marini era rimasto coinvolto in un attentato: la sua auto era saltata in aria. Non è comunque detto ci sia un collegamento diretto tra i due fatti. Certo è che nel brindisino negli ultimi giorni si è assistito a una recrudscenza di fatti criminali, che aveva portato anche a un incontro con il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri.

In un primo momento si pensava le bombe fossero state nascoste nel cassonetto. Secondo l’ultima ricostruzione sarebbero invece stata posate su un muretto vicino al cancello secondario della scuola. Sembra dunque ormai chiaro che l’obiettivo era proprio l’istituto. Gli inquirenti parlano di una “pista mafiosa”. Gli ordigni potrebbero essere stati attivati con un telecomando a distanza. Non è comunque da escludersi il gesto di un folle e non si sa ancora di preciso che tipo di innesco sia stato utilizzato.

Sul posto starebbero arrivando anche il governatore della Puglia Nichi Vendola, in viaggio da Bari a Brindisi e il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo.

Fonte ANSA, 19 maggio 2012

GOVERNO MONTI: LA FIDUCIA DEGLI ITALIANI CROLLA AL 35%, LA META’ DI NOVEMBRE

Pubblicato il 19 maggio, 2012 in Politica | Nessun commento »

    Il premier Mario Monti La luna di miele con il Professore è già finita. Mentre Mario Monti si prepara a presentare al G8 un’Italia verso la guarigione e «con le carte in regola per chiedere la crescita», nei confini nazionali il consenso per il suo governo crolla ai minimi storici. I dati sono quelli dell’istituto di ricerca Swg e fotografano un Paese che vede sempre meno in Monti l’uomo della provvidenza: solo il 35% degli intervistati, infatti, dichiara di avere ancora fiducia nel Premier. Una perdita di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, addirittura un dimezzamento dei consensi rispetto all’impressionante 71% di apprezzamento di cui disponeva il presidente del Consiglio lo scorso 17 novembre, il giorno dopo aver prestato giuramento con la sua squadra dal Capo dello Stato. Gli italiani non si fidano più di Monti, e il dato è tanto più significativo se si pensa che persino al momento delle prime riforme impopolari, a partire da quella delle pensioni, il consenso del Professore aveva mantenuto dei livelli record. Tra gennaio e marzo, infatti, la percentuale di chi appoggiava il capo del governo era stabilmente tra il 57 e il 59% degli intervistati. Merito dello sbandierato decreto sulle liberalizzazioni, poi in parte svuotato dopo estenuanti trattative con i partiti, ma merito soprattutto di un’economia che sembrava avviarsi verso la ripresa, con gli indici dello spread che si riavvicinavano ai livelli ante crisi. Il mondo internazionale appluadiva Monti, Time gli dedicava addirittura la copertina chiedendosi se fosse proprio lui l’uomo in grado di salvare l’Europa dal declino. Poi sono arrivati altri provvedimenti impopolari, il pasticcio dell’Imu (quanto si pagherà? Nessuno ancora sa dirlo) e la risalita dello spread. «Il problema – spiega il vicepresidente di Swg, Maurizio Pessato – è che non si vede via d’uscita. L’immensa attesa riposta nel governo non è stata soddisfatta. Si teme che anche questo esecutivo sia destinato al galleggiamento. Ad esempio, quando si parla di un tema sensibile come la legge elettorale, il fatto che il governo si dichiari incompetente e demandi tutto al Parlamento finisce col trasmettere un’immagine di impotenza». Immagine che non può non travolgere gli stessi partiti che sostengono Monti. Nelle intenzioni di voto, il Pdl è in caduta libera (18%, altri due punti in meno rispetto a sette giorni fa) e anche il Pd non se la cava bene: 24%, un punto in meno di quanto poteva vantare prima delle amministrative. Crescono in maniera esponenziale i grillini, che arrivano a sfiorare il 14% e si consolidano come terzo partito italiano. Ma a descrivere la sfiducia degli italiani rispetto all’attuale agone politico è soprattutto un altro dato, quello dell’area non voto. Quasi un elettore su due, il 43.7%, non esprime gradimento per nessun partito. In parte perché ha intenzione di astenersi alle prossime politiche (21.1%), in parte perché indeciso (22.6). «È la fotografia di una proposta politica vecchia – conclude Pessato – incapace di fornire le giuste risposte ai problemi dei cittadini. Non è un caso se il solo partito a registrare una vera crescita sia il Movimento Cinque Stelle, l’unica novità attualmente in campo».Carlantonio Solimene, Il Tempo, 19 maggio 2012

    LA CORSA ALLO SPORTELLO IN GRECIA E IN SPAGNA. E’ LA FINE? SPERIAMO DI NO.

    Pubblicato il 18 maggio, 2012 in Economia, Politica | Nessun commento »

    Quando il popolo corre allo sportello, le cose cominciano a prendere una piega incontrollabile perché a dominare è la paura. In Grecia e Spagna siamo a questo punto: i correntisti chiedono il cash perché non hanno fiducia nelle banche. Atene torna alla Dracma? Si ritirano euro per evitare la svalutazione. Bankia viene salvata dal governo spagnolo? Todos caballeros, ma meglio non fidarsi di chi sta in piedi con i soldi pubblici. Questo è il sentimento irrazionale che anima i mercati.
    È un film già visto nella storia dell’economia mondiale. Quello che fa scuola è il crac del 1929. La lezione degli anni Venti è grandiosa e terribile. Rileggere il «Grande Crollo» di John Kenneth Galbraith è più che un tuffo nel passato, un’emersione straordinaria nel presente: in quelle pagine ci sono tutti gli attori di oggi. Le Borse che guadagnano e perdono punti a raffica da un giorno all’altro, i politici che guardano, litigano, ma non capiscono cosa sta succedendo, gli speculatori che ci marciano alla grande e il popolo – ah, il popolo – che pensa alla crescita esponenziale, al guadagno infinito e facile. Irrazionalità. Azzardo. Casinò. Al punto da far scrivere a Galbraith: «Nessuno fu responsabile del grande crollo di Wall Street. Nessuno manovrò la speculazione che lo precedette. Entrambi furono il prodotto della libera scelta e della libera decisione di migliaia di individui. Questi non furono condotti al macello. Vi furono spinti dalla latente follia che ha sempre travolto la gente presa dall’idea di poter diventare ricchissima». Accadde con la speculazione sui tulipani. Figuriamoci, la storia si ripete. E mentre i governi non trovano una soluzione cartesiana al caos finanziario che sta uccidendo l’economia europea, i popoli trovano nell’irrazionalità la risposta: la fila allo sportello. Quando ieri sui terminali dei computer è comparsa la notizia della corsa al contante in Spagna, ero in compagnia di due signori che la finanza la conoscono fin troppo bene. Ragionavamo sulla possibile rottura dell’Eurozona. Eravamo fermi alla guerra del Peloponneso. Ma il fumo che saliva era quello del vulcano iberico. Ci siamo guardati in faccia. Frase sottintesa: «È finita». Poi sono rientrato in redazione e mi sono chiesto: è davvero il game over? Una cosa è discutere del «Grexit», dell’uscita di Atene dall’Euro, un’altra è ipotizzare un contagio continentale che parte con la corrida. Un punto è indiscutibile: senza risposte credibili dei governi, il panico prenderà il timone della nave. E la condurrà sugli scogli.
    Sulla nave ci siamo anche noi italiani. Bisognerebbe ricordarlo ai politici.Mario Sechi, Il Tempo, 18 maggio 2012

    LA REGIONE FERMA LE PROVINCIE PUGLIESI: BASTA ASSUNZIONI E PRECARIATO

    Pubblicato il 17 maggio, 2012 in Cronaca, Il territorio | Nessun commento »

    BARI – La Regione Puglia raccomanda alle Province «estrema cautela e prudenza in tema di organizzazione istituzionale e di gestione del personale». L’invito è contenuto in una lettera che il neo-assessore regionale al personale, Marida Dentamaro, ha inviato ai presidenti delle sei Province pugliesi «in vista – spiega in una nota – della redistribuzione del personale delle Province tra Comuni e Regione». Per l’assessore «è necessario che eventuali nuove assunzioni siano limitate allo stretto necessario per espletare le funzioni fino alla fine dell’anno in corso».

    Se ciò non dovesse accadere «il processo di riassetto istituzionale subirebbe gravi condizionamenti – scrive Dentamaro – risultando compromesso il conseguimento degli obiettivi di efficienza e di risparmio ai quali dobbiamo tendere, senza riserve e senza eccezioni. Bisogna inoltre evitare – aggiunge l’assessore – di creare false aspettative, illusioni o, peggio, nuovo precariato che nessuno può permettersi». In definitiva, conclude Dentamaro, si tratta non solo di «sensibilità istituzionale», ma anche di «corretta gestione delle risorse pubbliche», in vista della perdita di numerose funzioni da parte delle Province. Il Corriere del Mezzogiorno, 17 maggio 2012

    .…………..E intanto la Provincia di Bari è tra le provincie italiane che hanno aumentato all’aliquota massima l’addizionale sulla RCA, cioè al 16% per cui  su un premio netto di mille euro, un automobilista pagherà 35 euro di tasse in più. Ovvero da 125 a 160 euro. Su un costo netto di 1.500 euro, l’aumento toccherà i 52 euro. Grazie signor Schittulli che predica bene e razzola male.

    ALLA REGIONE SICILIA ASSUNTI “30 CAMMINATORI”. E ARRIVA A QUOTA 17.200 DIPENDENTI, SEI VLTE LA LOMBARDIA

    Pubblicato il 17 maggio, 2012 in Cronaca, Politica | Nessun commento »

    camminatori,sicilia,costi della politicaCome la Germania, la pubblica amministrazione della Regione Sicilia non conosce la crisi e assume alla grande: via libera a 157 posti da chauffeur, 55 da sorveglianti di musei per Palermo, che si aggiungono ai 1600 (sic) già esistenti, e ora anche 30 “camminatori” per portare i documenti da un ufficio all’altro della Regione. Sì, avete capito bene.

    Definizione di “camminatore”: “fattorino per commissioni; usciere che, in ministeri o uffici amministrativi, è incaricato di recpaitare letter circolari, plichi, ecc. da un ufficio all’altro”. La voce è tratta dal dizionario Treccani e la riporta, al fondo del suo pezzo, Mattia Feltri che su La Stampa fa le pulci ai 17.200 dipendenti pubblici siciliani, una cifra enorme, quasi 6 volte maggiore di quella della Lombardia.

    E sui camminatori, Feltri commenta che saranno retribuiti “in cambio dell’instancabile opera delle loro gambe che li condurranno da una stanza all’altra di palazzo d’Orleans (la sede della Regione) a trasferire documenti, cartellette, incartamenti, faldoni, pratiche, fascicoli e dossier dal mittente X al destinatario Y, poiché il mittente X e il destinatario Y hanno già il loro bel daffare. Una mansione certamente di responsabilità, ma anche piuttosto suggestiva in tempi di crisi e di Internet”. E se mandassimo tutti quanti il nostro CV? Peraltro, camminare fa bene alla salute. Fonte Virgilio.it, 17 MAGGIO 2012

    ALL’AQUILA IL PARTITO DI FINI VENDE VOTI IN CAMBIO DI POLTRONE

    Pubblicato il 17 maggio, 2012 in Politica | Nessun commento »

    Il sindaco de L'Aquila Cialente Una città devastata dal terremoto, dal lutto, da una ricostruzione difficile, da una corruzione che emerge tra mattoni vecchi e nuovi, da una crisi che si accanisce contro la rinascita, meriterebbe una politica dal volto umano, un impegno diverso dei partiti, una trasparenza non solo dichiarata ma praticata. E invece no. All’Aquila sembra che neanche questo elementare impegno sia possibile. A tre giorni dal ballottaggio per eleggere il sindaco della città, emerge un carteggio davvero istruttivo tra i partiti. I protagonisti sono il Pd e Futuro e Libertà i quali in campagna elettorale sbandierano «alti ideali», propositi di rinascita, ricostruzione, rilancio morale e via discorrendo. Poi si spengono i microfoni e torna la realtà. Quella delle poltrone e dei posti di comando barattati per l’appoggio al secondo turno, con tanto di scambio di lettere, protocolli d’intesa e manuale Cencelli. I più cinici diranno che si usa così, ma vedere in un luogo simbolico come L’Aquila esponenti del Partito Democratico offrire posti per avere voti, francamente, è troppo anche per uno allenato a vederne di ogni colore. I duri e puri di Futuro e Libertà trattavano il loro gruzzolo di consensi in cambio dei seguenti incarichi: un assessore, la presidenza di una municipalizzata, un consigliere d’amministrazione nella Asm, la presidenza di una commissione consiliare, la presidenza del collegio dei revisori dell’Ama, un posto nel collegio dei revisori del Comune, un consigliere d’amministrazione nella Gran Sasso Acque, un membro nel consorzio dei Beni Culturali, un pacchetto di consulenze e contratti part-time. Tutto ciò conferma che il Paese ha bisogno di un nuovo inizio. Finché i partiti non la smetteranno di occupare e lottizzare ciò che va assegnato per merito e non per cooptazione di regime, l’Italia non farà alcun passo in avanti. Il candidato sindaco Cialente dirà che quell’accordo non si è realizzato materialmente, è saltato. Solo formalmente – per l’opposizione di altre liste – visto che dai carteggi emerge un impegno a dare contropartita in nomine in cambio di appoggio elettorale sottobanco da parte di Fli. Non siamo di fronte a un fatto di provincia, ma alla metafora dell’Italia. Un suk politico che suscita una profonda rabbia e tristezza. Nella città dove la ricostruzione post-terremoto ha visto gli sciacalli in azione, si consumano commerci politici da basso impero e i partiti continuano a fare e disfare come in questi mesi nulla fosse successo e tutto va bene madama la marchesa. Sì, L’Aquila è ferita, ma gli avvoltoi volano ancora in alto. Mario Sechi, Il Tempo, 17 maggio 2012

    ………………..Che il PD, che della questione morale ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia e che della sua immacolatezza abbia fatto sfoggio ad ogni occasione, compreso l’altra sera in TV con Bersani che più che un aspirante premier ci sembrava un buon venditore di tappeti, abbia mercanteggiato l’appoggio di altri partiti al ballottaggio di domenica all’Aquila,  non meraviglia. Non meraviglia perchè è da un pezzo che il PD, ex Pci, ex Pds, ex Ds, ha gettato la falsa maschera di perbenismo per mostrarsi del tutto uguale agli altri partiti, nè, in fondo meraviglia la notizia in se, perchè è da un pezzo che tutti i partiti, nessuno escluso, hanno trasformato la politica in un grande, immenso mercato perr trarre vantaggi per sè e per i propri cari.I casi della  ex Margherita e della Lega, esplosi e riesplosi in questi giorni, anzi in quesste ore, sono significativi e riguardano tutti. Nè meraviglia che nel mercato dell’Aquila, uno dei contraenti dell’affare sia il partito dei cosiddetti duri e puri del FLI, tutti o quasi tutti ex An, tutti o quasi tutti ex MSI. Non meraviglia pechè la fuoruscita dal PDL di Fini e camerati (ormai “compagni” a tutti gli effetti) non fu affatto determinata da ragioni di cuore ma da ragioni di posti, presenti e futuri. Sopratutto futuri. Però la realtà fu abilmente mascherata, cosicchè si tentò di far passare la spaccatura tra Fini e Berluscojni come un ritorno alla “fede” antica, a quella missina. Non era vero. Lo abbiamo sempre saputo e questa squallida vicenda dell’Aquila lo conferma. Come conferma che per il FLI, cioè Futuro e Libertà, cioè Fini,  nell’oscurità della notte tutti i gatti sono bigi, cioè si può passare sopra a tutto,  e andare da destra a sinistra, senza alcuna remora nè morale nè politica, pur di guadagnarsi un posto al sole.Salvo gli incidenti di percorso come la pubblicaizone del prezzo concordato per il sostegno al candidato di sinistra all’Aquila, così come prezzo  ampiamente pubblicizzato per il sostegno del FLI barese al sindaco Emiliano a Bari doveva essere un assessorato nella Giunta di sinistra, accordo anche questo saltato per l’imponderabile intervento di una tonnellata di cozze pelose. Dovremmo dolerci per questa inqualificabile caduta di stile di ex militanti della destra  missina, ma non ce n’è bisogno visto che secondo gli ultimi sondaggi del FLI e di Fini e dei suoi camerati-compagni tra poco meno di un anno non si sentirà più parlare. g.

    BLOCCARE EQUITALIA, METTE SUL LASTRICO LE PERSONE: IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA ALL’UNANIMITA’ CHIEDE LA MODIFICA DEL SISTEMA SANZIONATORIO EL BRACCIO ARMATO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE.

    Pubblicato il 16 maggio, 2012 in Economia | Nessun commento »

    BARI – Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiede che il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, e l’intero esecutivo pugliese intervengano presso il governo Monti affinché vengano riviste le modalità del sistema sanzionatorio di Equitalia. Con l’ordine del giorno si chiede che Vendola, insieme con la giunta, attivi con il presidente del Consiglio dei ministri «ogni possibile iniziativa che preveda una immediata risoluzione per le imprese già in difficoltà» per evitare le situazioni di disagio sociale che si vengono a creare e l’aumento del fenomeno dell’usura.

    LE ACCUSE – Le procedure esattive di Equitalia e le fasi esecutive delle stesse – si sottolinea nell’ordine del giorno – «si contraddistinguono per l’abnorme peso (spesso superiore al 50% del debito originario) delle sanzioni accessorie, degli interessi e degli altri costi. Questo costituisce un’autentica prevaricazione, che sfugge ad ogni controllo di legalità e di legittimità, riservando solo all’esito di un giudizio (non breve) la soddisfazione delle ragioni del debitore escusso, che spesso nel frattempo esaurisce la possibilità di saldare il debito dovuto». Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno, 16 maggio 2012

    ……………….Monti, piuttosto che  far finta di comprendere  le  “legittime proteste” dei cittadini ma allo stesso tempo  far finta di niente sui metodi di Equitalia e sui sistemi di riscossione e di determinazione delle sanzioni, intervegna per porre fine a questi metodi che mettono sul lastrico la gente anche solo per una multa non pagata, come ha denunciato alla unanimità il Consiglio Regionale della Puglia.

    IL PIANTO GRECO SUL MURO TEDFESCO, di Mario Monti

    Pubblicato il 16 maggio, 2012 in Politica | Nessun commento »

    Grecia al voto E adesso cosa succede? A sentire i panzer di Berlino, niente. Il ministro delle Finanze tedesco Schauble ieri ha subito confermato che il nuovo voto in Grecia «non cambia la situazione e Atene deve attuare il suo programma per rimanere nell’Euro». Il seguito delle dichiarazioni di Schauble è rivelatore: «La Grecia deve eleggere un governo che rispetti i termini di salvataggio internazionale per rimanere nell’Euro». Traduzione: i greci devono eleggere non il loro esecutivo, ma quello che piace a Berlino. È questa la plastica rappresentazione della «germanizzazione» dell’Europa e le sue conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. In realtà, con buona pace del falco Schauble, in Europa sta succedendo di tutto e il percorso dell’Euro è più che mai a rischio. Atene avrà un suo governo provvisorio, nel frattempo il quadro economico peggiorerà per effetto della cura «brussellese» che sta sfasciando l’economia e bruciando un’intera generazione: oggi la Grecia ha il 51% dei giovani disoccupati. I tedeschi proveranno a giocare duro, con l’arma della minaccia e facendo leva sulla paura, per sollecitare un voto «pro-Euro», ma a Berlino non brillano per fantasia e infatti è probabile la proliferazione del caos e la crescita ulteriore delle liste di estrema destra e sinistra, un massiccio avanzamento dell’area «fasciocomunista». Il partito di estrema sinistra, Syriza, da solo dovrebbe conquistare secondo gli ultimi sondaggi altri 50 seggi in Parlamento. Il trionfo del «no Euro». Politicamente la situazione rotola verso l’uscita della Grecia dall’Eurozona entro l’estate. La vera domanda da porsi a questo punto è se il default debba avvenire subito o più tardi. Non a caso ieri il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, evocava un’uscita «ordinata» dall’Eurozona. Soluzione che a Washington hanno studiato da tempo. In ogni caso il Fondo e l’Unione Europea di aprire un ombrello, ma nella totale incertezza sugli effetti collaterali del default. Un problema risolvibile qualche anno fa con l’iniezione di 50 miliardi di euro, rischia di diventare la pietra tombale della moneta unica. L’Ecofin di ieri, d’altronde, è la metafora della situazione: un flop. Perfettamente in linea con l’incertezza middleuropea. Cosa fare? Bisognerebbe riprendere l’iniziativa politica, cambiare il memorandum dell’intesa con la Grecia e far leva sulle difficoltà di Atene non per strangolare il suo popolo. Quali? Uscire dall’Euro significa tornare alla Dracma: i greci sono in grado di farlo? Ne dubito. Il kaos (alla greca) è assicurato. Ma oltre ai dipendenti pubblici di Atene (strangolati) finiamo per pagarlo noi al posto dei tedeschi. Morire per Berlino no, salvare Atene sì. Mario Sechi, Il Tempo,  16/05/2012

    ..……………..Ma non può essere il governo del germanofilo Monti a salvare Atene mandando a picco l’alleanza con la Germania, anzi la sottomissione italiana ai diktat della neonazista Angela Merkel. Una ragione di più per mandare all’aria il governo Monti, restituendo alla poltica il suolo ruolo e la sua responsabilità, previo elezioni anticipate. g.

    COLLOQUIO TELEFONICO TRA MONTI E OBAMA: CHISSA’ SE MONTI HA RIFERITO A OBAMA CHE LO SPREAD IERI HA TOCCATO 450 PUNTI

    Pubblicato il 16 maggio, 2012 in Economia, Politica, Politica estera | Nessun commento »

    Mario Monti-Barack Obama (Washington, 9 febbraio 2012)

    Colloquio telefonico tra il premier italiano e il capo della Casa Bianca in cui si è parlato della situazione economica in Europa e della necessità di intensificare gli sforzi per promuovere crescita e occupazione.

    .….Lo riferisce l’ANSA questa mattina, naturalmente fornendo notizie diramate dall’ufficio stampa del premier italiano, lo stesso ufficio che, smentito clamorosamente, aveva dato notizia di un presunto ringraziamento di Obama a Monti qualche settimana fa, risultato falso. Comunque, quel che l’Ansa non riferisce è se Monti abbia riferito  a Obama  durante la telefonata che ieri lo spread tra i titoli di stato italiano e quelli tedeschi ha toccato i 450 punti, risalendo ai picchi dello scorso novembre in virtù dei quali fu chiamato in veste di salvatore della Patria. Sarebbe interessante sapere a chi abbia dato la colpa Monti di questa nuova impennata dello spread, ma c’è da giurare che secondo Monti  la colpa è dei mercati, mentre prima era di Berlusconi. g.

    IL SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA DEL GOVENRO MONTI ZOPPINI INDAGATO PER FRODE FISCALE

    Pubblicato il 15 maggio, 2012 in Cronaca, Politica | Nessun commento »

    Andrea Zoppini

    ROMA – Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini si e’ dimesso. ”Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia con riguardo a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa. Ho piena fiducia nell’operato della Magistratura e ritengo di potere chiarire ogni aspetto che mi riguarda”, afferma.

    Zoppini e’ stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Verbania. Le ipotesi di reato contestate, secondo quanto apprende l’ANSA, sono concorso in frode fiscale e dichiarazione fraudolenta. Al sottosegretario e’ stato notificato un avviso di garanzia e un invito a comparire.

    Secondo l’accusa, attraverso un’attivita’ di consulenza, Zoppini avrebbe aiutato alcuni imprenditori del novarese a realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Per questa sua consulenza, ipotizzano inoltre gli inquirenti, avrebbe ottenuto compensi in nero e su conti esteri. Di qui l’ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta. Fonte ANSA, 15 magigo 2012

    .…..Della serie, i controllori sono peggio dei controllati.